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Perché la caldaia perde pressione senza perdite visibili?
La risposta breve è che quasi sempre il problema è interno o nascosto. Non pensare subito a una perdita grande da pavimento allagato: spesso si tratta di componenti che lavorano male, microperdite nascoste o aria nell’impianto. Hai presente quando l’auto perde olio ma non c’è la chiazza evidente? Qui è lo stesso: l’acqua può sparire in punti non visibili oppure il sistema può comportarsi in modo tale che la pressione diminuisce senza che scorra fuori un getto di liquido.
Un primo colpevole frequente è il vaso di espansione. Questo componente ha una camera d’aria che assorbe le variazioni di volume dell’acqua quando si riscalda; se la membrana è forata o l’aria è sgonfia, la pressione si comporta a singhiozzo: quando la caldaia scalda può schizzare verso l’alto e poi, con l’apertura di sicurezza o semplicemente con il raffreddamento, crollare di nuovo. Non è raro che in questi casi il manometro a freddo segnali meno di 1 bar e, a funzionamento avviato, salga troppo.
Un altro scenario comune è la valvola di sicurezza che fa “spizzichi” di acqua. A volte, dopo una condizione di sovrapressione o semplicemente per usura, la valvola rimane leggermente aperta e lascia passare piccole gocce, magari solo quando l’impianto è caldo. Spesso lo scarico di questa valvola è collegato a un tubicino che porta verso lo scarico: per questo non vedi la perdita in casa, ma la pressione cala lo stesso.
L’aria nell’impianto può essere più insidiosa di quanto pensi. Bolle d’aria che si accumulano nei radiatori o nelle curve delle tubazioni provocano letture instabili e fluttuazioni di pressione. Di solito senti un gorgoglio nei radiatori o noti che la parte alta è fredda. A volte basta sfiatare per far tornare tutto nei ranghi, ma se l’aria continua a entrare o si accumula, il problema è più profondo.
Esistono poi le microperdite nascoste: tracce minime nei collegamenti, piccole crepe nel collettore o perdite che vanno nel massetto se l’impianto è incassato. Queste perdite sono talmente contenute che non lasciano grandi evidenze visive ma, messe insieme nel tempo, fanno perdere una quantità d’acqua sufficiente a far scendere la pressione.
Infine, non dimenticare guarnizioni, raccordi e componenti interni usurati. Un pressostato difettoso o un manometro che non legge correttamente possono illuderti sullo stato reale della pressione. Anche il rubinetto di carico o il sistema di riempimento possono non chiudere perfettamente e creare comportamenti anomali dell’impianto.
Controlli che puoi fare da solo (senza aprire la caldaia)
Prima di prendere il telefono e chiamare il tecnico, puoi compiere alcune verifiche semplici e sicure. Ricorda che qualsiasi intervento interno alla caldaia a gas deve essere affidato a un tecnico abilitato; qui trovi solo controlli di tipo utente, veloci e senza attrezzi particolari.
Inizia osservando il manometro a caldaia fredda. Di norma la pressione a freddo dovrebbe essere intorno a 1–1,5 bar, ma verifica sempre il valore riportato sul manuale della tua caldaia perché ogni modello può avere la sua soglia ideale. Poi avvia il riscaldamento e osserva come si comporta la pressione. Se sale molto in funzione e poi, a impianto spento, torna sotto 1 bar, il vaso di espansione è un sospetto forte.
Dai un’occhiata al tubo di scarico della valvola di sicurezza: solitamente è un piccolo tubo che porta l’acqua verso il basso o verso lo scarico. Dopo aver fatto funzionare la caldaia per un po’, tocca con cautela la guaina esterna del tubo o controlla se è umido. Anche poche gocce o tracce di calcare sono un indizio che la valvola perde a intermittenza. Occhio a come e quando si bagna: succede solo a caldaia calda? Solo dopo alcuni cicli? Sono dettagli che aiutano il tecnico a diagnosticare più in fretta.
Controlla radiatori e raccordi visibili. Passa una mano o un pezzo di carta nei punti di giunzione. Cerca aloni, piccole macchie secche, ossidazione o umidità. Talvolta la perdita è così lenta che crea solo una leggera ossidazione sul metallo o un alone scuro sul pavimento. Se hai impianti a vista, ispeziona anche i collettori e la zona sotto i radiatori.
Se senti rumori di gorgoglio, se alcuni radiatori non si scaldano nella parte alta, considera di sfiatare. Lo sfiato va fatto con pazienza: apri la valvola di sfiato finché non esce acqua senza bolle, poi chiudi. Dopo lo sfiato potrebbe essere necessario riportare la pressione a 1–1,5 bar utilizzando il rubinetto di carico. Se dopo lo sfiato e il rabbocco la pressione continua a diminuire nel tempo, allora il problema è quasi certamente strutturale e richiede l’intervento del tecnico.
Un’ultima verifica possibile senza smontare è osservare il comportamento della pressione nel tempo. Tieni un diario per qualche giorno segnando la pressione a freddo la mattina e dopo alcune ore di funzionamento. Un calo lento e costante suggerisce una microperdita o problemi di componenti; un comportamento instabile, con salti durante il funzionamento, punta verso il vaso di espansione o il rubinetto di carico.
Il vaso di espansione: perché è spesso il colpevole
Se c’è un aneddoto utile, questo è quello del cliente che rabboccava la caldaia ogni settimana, convinto di avere una perdita nel pavimento. Dopo tre sopralluoghi non si vedeva nulla a vista. Il tecnico alla fine smontò il pannello frontale e diagnosticò subito il vaso di espansione sgonfio. La membrana era compromessa. Risultato: sostituzione e problema risolto. Avremmo risparmiato tempo se si fosse fatto prima il semplice controllo della pressione dell’aria sul vaso.
Il vaso di espansione lavora per bilanciare la dilatazione dell’acqua. Quando la membrana perde tenuta o la carica d’aria diminuisce, la caldaia non ha quella “cuscinetto” che mantiene la pressione stabile. Questo fa sì che la pressione salga troppo in esercizio e poi, per varie cause, si scarichi o venga compensata dalla valvola di sicurezza. La verifica corretta richiede strumenti e competenze: il tecnico misura la pressione del lato aria del vaso e, se necessario, lo ricarica o lo sostituisce.
Valvola di sicurezza e scarico: come riconoscerne il comportamento
La valvola di sicurezza è un piccolo eroe silenzioso che protegge la caldaia da sovrapressioni pericolose. Ma quando invecchia può iniziare a lasciar passare piccoli volumi d’acqua. Come riconoscerlo senza aprire la caldaia? Controlla la tubazione di scarico: se è umida o se trovi macchie di calcare alla sua uscita, probabilmente la valvola perde. A volte la perdita è intermittente e avviene solo quando la caldaia raggiunge certe temperature o certi cicli di pressione, quindi l’indagine può richiedere qualche turno di prova.
Un dettaglio spesso trascurato è che il tubo di scarico porta l’acqua verso il basso o in uno scarico. Questo meccanismo rende la perdita invisibile nella maggior parte dei casi. Ecco perché è importante ispezionare l’intero percorso del tubo e non fermarsi al primo sguardo superficiale.
Aria nell’impianto e radiatori: effetti e rimedi
L’aria nell’impianto è fastidiosa e rumorosa. Se senti gorgoglii o noti zone fredde nei radiatori, è possibile che bolle d’aria stiano compromettendo la circolazione dell’acqua e influenzando la pressione. Sfiatare i radiatori è un’operazione che puoi fare da solo, con attenzione e senza smontare nulla. Dopo lo sfiato, è normale dover riportare la pressione a valori corretti. Se però l’aria torna spesso, probabilmente c’è una perdita che permette all’aria di entrare o un problema con la pompa o con lo sfiato automatico che potrebbe trovarsi sul circuito e essere difettoso.
Il risultato pratico è che radiatori che non scaldano bene o che fanno rumore non sono solo fastidiosi, ma possono essere indizio di qualcosa che altera la pressione complessiva dell’impianto.
Perdite nascoste, guarnizioni e raccordi: come individuarle
Quando la perdita è molto lenta, può essere difficile trovarla a occhio nudo. È possibile che l’acqua fuoriesca all’interno di una parete, nel massetto o nel pavimento, assorbita dal materiale circostante senza lasciare evidenze immediate. Per casi sospetti, il tecnico esegue una prova di tenuta o utilizza strumenti diagnostici che rilevano l’umidità o la pressione reale dell’impianto. Nei punti a vista, però, ci sono segnali che puoi iniziare a cercare: tracce di ossidazione, macchie scure sul pavimento o sui battiscopa, residui di calcare intorno alle giunzioni. Anche piccole pozze che compaiono dopo lunghi periodi di funzionamento sono un campanello d’allarme.
Guarnizioni e raccordi, se usurati, possono causare perdite solo in alcune condizioni di temperatura o pressione. Per esempio, alcune giunzioni perdono solo quando la temperatura sale e il metallo si dilata. Questo spiega perché a volte la caldaia sembra “a posto” quando è fredda ma perde pressione dopo qualche ora di esercizio.
Cosa fa il tecnico e quando chiamarlo
Se dopo le verifiche di base la pressione continua a scendere, o se noti gocciolii dal tubo di scarico, rumori anomali o errori sul pannello della caldaia, è il momento di chiamare il tecnico. Gli interventi tipici che un professionista esegue includono la verifica della carica d’aria del vaso di espansione, la prova e la sostituzione della valvola di sicurezza se necessario, la ricerca delle microperdite con strumenti dedicati e il controllo dei componenti interni come pressostato, manometro e rubinetto di carico. La competenza del tecnico è fondamentale per escludere difetti che, se trascurati, possono portare a malfunzionamenti più gravi o a sprechi di energia.
Un bravo tecnico non si limita a “riparare” il problema apparente, ma esegue una diagnosi perché tu non torni a rabboccare la caldaia ogni settimana. Chiedi sempre che cosa è stato controllato e quali componenti sono stati sostituiti: capire la causa aiuta a prevenire ricorrenze.
Manutenzione preventiva per evitare sorprese
Non aspettare che la pressione inizi a fare i capricci. Una manutenzione periodica riduce il rischio di guasti improvvisi e prolunga la vita della caldaia. La revisione annuale, la verifica della pressione del vaso di espansione e il controllo delle valvole e dei raccordi sono attività che mantengono il sistema in salute. Se hai radiatori vecchi o impianti incassati, considera un controllo più approfondito ogni pochi anni per intercettare microperdite prima che diventino un problema.
Un suggerimento pratico: tieni nota delle letture del manometro e dei rabbocchi effettuati. Un registro semplice sul cellulare con una data e il valore della pressione ti dà subito il polso della situazione e aiuta il tecnico a capire l’andamento nel tempo.
Conclusioni
Se la tua caldaia perde pressione ma non ci sono perdite visibili, non sei il solo. Le cause più probabili sono il vaso di espansione, la valvola di sicurezza che gocciola, aria nell’impianto o microperdite nascoste. Fai le verifiche di base che ti ho descritto: controlla il manometro a freddo e a caldo, ispeziona il tubo di scarico della valvola di sicurezza, sfiata i radiatori se necessario e osserva radiatori e raccordi visibili. Se dopo queste operazioni la pressione continua a scendere, chiama un tecnico abilitato per una diagnosi più approfondita.
